SUISEKI – ESPERIENZA IN MAREMMA

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Nello scorso weekend (11 e 12 marzo 2017) io e l’amico Marco siamo andati in Maremma e per l’esattezza ad Istia d’Ombrone in provincia di Grosseto.

La visita non è stata a caso, in quel paesino ci aspettava l’amico suisekista Carlo Maria Galli con la gentilissima moglie Cinzia. Carlo Maria Galli è conosciuto per la sua voglia di condivisione su tutto ciò che riguarda l’arte del suiseki, dalla geologia, alla ricerca fino alla costruzione del Daiza.
Ma prima di tutto, cosa si intende con il termine “Suiseki”?

(wikipedia)
“Suiseki (in giapponese すいせき o 水石, letteralmente: “pietra lavorata dall’acqua”) è l’arte giapponese di disporre pietre trovate in natura ed aventi un aspetto particolare in una maniera che sia gradevole e in grado di favorire la meditazione. Suiseki si compone delle parole sui (“acqua”) e seki (“pietra”). Con lo stesso termine vengono indicate anche le singole pietre raccolte. 
I suiseki sono di regola presentati in due modi diversi: la pietra è munita di un basamento di legno (daiza) e la pietra è posta in una ciotola di ceramica (suiban) o di bronzo (doban).
Non si tratta di pietre qualsiasi, ma di pietre dotate di notevole forza espressiva, con una particolare forma, colore e struttura. Si distingue tra “pietre paesaggio” (sansui-kei-seki) e “pietre oggetto” (keisho-seki). Le prime riflettono paesaggi come montagne, laghi o fiumi, mentre le
pietre oggetto possiedono forme che ricordano animali o altro.
Le pietre hanno origini naturali e si trovano nei fiumi, nei mari e nelle fosse carsiche. Non devono essere lavorate dall’uomo per assumere una determinata forma. 
I collezionisti di suiseki ricercano le pietre la cui forma o grafismo evoca un animale, una figura umana, un paesaggio o semplicemente una bella forma astratta.”

Come dicevo all’amico Carlo piace condividere la sua passione e per questa ragione ha ideato un progetto ” Giornate culturali del Suiseki in Amicizia“, in questi incontri Carlo invita delle persone nella sua Maremma e li dapprima le accompagna in alcune sue “zone di caccia” che generalmente sono i brecciolai dei corsi d’acqua o in colline a cerca di Palombino, ma già durante le passeggiate regala consigli preziosi su come, cosa e dove cercare e come dice lui sul come “farsi l’occhio” abilità che si affina durante le ricerche delle pietre.

Poi porta i suoi allievi nel suo laboratorio dove si costruiscono i daiza relativi alle pietre che gli invitati hanno trovato.

I consigli e le tecniche insegnate da Carlo sono stati molti per questo ringrazio di cuore Carlo per le due intense giornate passate assieme senza dimenticare la piacevole compagnia, ma sopratutto l’ottima cucina di Cinzia.

Link relativi a Carlo Maria Galli:      facebook  –     sito web:  Suiseki